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I rapidi e notevoli mutamenti dello scenario socio-economico e culturale in cui è inserito l’individuo hanno portato ad una evoluzione dei consumi alimentari, associandoli ad aspettative legate alla sfera sociale ed economica in cui l’individuo vive e agli stili di vita che esso più o meno deliberatamente sceglie di seguire.

Nella maggior parte dei Paesi industrializzati la mancanza di un regime alimentare equilibrato ha portato sia a carenze che ad eccessi alimentari.

Il nostro Paese, nonostante sia noto per la “dieta mediterranea”, non sembra soddisfare i criteri qualitativi alimentari richiesti per condurre un’alimentazione sana.

Gli stili di vita moderni hanno favorito all’aumento delle cosiddette malattie del benessere, ovvero malattie causate da un errata ed eccessiva alimentazione.

L’obesità è la patologia da malnutrizione più frequente nei Paesi industrializzati e, ormai, anche molti Paesi in via di sviluppo. Questo problema medico ha grande rilevanza sociale e impone interventi sempre più specifici nel campo della prevenzione e dell’educazione alimentare: è, infatti, la corretta alimentazione, oltre gli interventi sullo stile di vita, uno dei presidi terapeutici più importanti nella prevenzione e nella terapia dell’obesità.

L’organizzazione mondiale della sanità definisce l’obesità “malattia globale” ed epidemica. Nel mondo oltre 1 miliardo di adulti è in eccesso ponderale e 312 milioni sono obesi. Per questo motivo, l’obesità è considerata una epidemia globale e una delle emergenze più importanti che interessano la salute pubblica. L’obesità, associata ad una alterata qualità di vita, incrementa rischio di disordini metabolici, di malattie e di morte prematura. Gli obesi hanno un indice di mortalità superiore a quello delle persone con un peso normale per molte affezioni quali malattie cardiovascolari, broncopolmonari, diabete milito, neoplasie; si può pertanto affermare che la durata della vita di una persona obesa è minore a quella di un soggetto nuovo peso. L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccesso di grasso corporeo o, per essere più precisi, da un aumento di grasso corporeo rispetto alla massa magra.L’IMC (indice di massa corporea) è ritenuto una misura fedele del grasso corporeo ed è il metodo più attendibile per valutare il grado di sovrappeso o di obesità di un individuo. Molte osservazioni epidemiologiche hanno documentato l’esistenza di una relazione tra IMC e mortalità ed in particolare tra IMC e mortalità cardiovascolare.

L’obesità è ormai riconosciuta come malattia cronica, quindi, occorrerà adottare strategie in grado di modificare in modo stabile lo stile complessivo di vita. L’obeso è quotidianamente di fronte a scelte che possono compromettere il suo stato di salute, dovrà quindi essere profondamente coinvolto nel processo terapeutico, non limitarsi ad eseguire prescrizioni imposte che non potrebbero essere seguite lungo, ma diventare protagonista delle scelte di cambiamento.