La vitamina B12 (o cobalamina) e la vitamina D sono le uniche non presenti nei vegetali, per tale motivo soggetti che seguono un’alimentazione vegana possano avere deficit o carenze di queste vitamine.

Tutte le vitamine sono definite “essenziali”. L’uomo e gli animali non sono in grado di sintetizzarle o le sintetizzano in una quantità insufficiente per soddisfare i bisogni dell’individuo in condizioni fisiologiche.

La vitamina B12, in particolare, partecipa nella sintesi di proteine ed acidi nucleici, interviene nel metabolismo lipidico e regola le funzioni del sistema nervoso. Ha un ruolo essenziale nella sintesi del DNA ed evita l’anemia perniciosa intervenendo nella formazione degli eritrociti. Ha, inoltre, una funzione stimolante in condizioni di sonnolenza, stanchezza e debolezza.
Un deficit di cobalamina può causare l’anemia perniciosa, ovvero una malattia autoimmune nella quale gli autoanticorpi sono diretti verso le cellule parietali gastriche e verso il fattore intrinseco.

La flora batterica intestinale può contribuire, in alcuni individui, alla sintesi endogena della vitamina, inoltre una dieta con abbondanza di acido folico (come quella vegetariana) è in grado di sopperire alla carenza di B12.

La carenza di cobalamina può provocare anche alterazioni neurologiche e dell’apparato digerente.

I livelli di assunzione raccomandati sono di 1µg/die come valore medio di fabbisogno per l’adulto normale, tale fabbisogno aumenta del 20% circa durante la gravidanza e del 50% durante l’allattamento.

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