Recenti studi scientifici hanno dimostrato che l’allenamento di resistenza, quando è effettuato in maniera regolare, riduce la pressione arteriosa. Questa riduzione, sommata agli effetti dovuti ad abitudini di vita salutari, può aiutare ad ottenere una maggiore riduzione della pressione arteriosa a riposo.

Evidenze scientifiche indicano che anche l’allenamento di potenza può ridurre questo indice. Infatti l’allenamento di forza migliora la funzione endoteliale e il rimodellamento vascolare, riduce l’attività del sistema nervoso simpatico e i livelli circolanti di norepinefrina (che, in quanto ormone dello stress, coinvolge parti del cervello dove risiedono i controlli dell’attenzione e delle reazioni). Oltre a quanto descritto prima, l’allenamento di forza ha effetti protettivi a livello cardiaco in quanto migliora il recupero della frequenza cardiaca dopo lo svolgimento di esercizi aerobici. Questo metodo di allenamento riduce la risposta cardiovascolare allo sforzo e migliora il recupero dopo sforzi massimali. L’aumento della forza e del tono muscolare permettono che l’individuo sia più attivo fisicamente, condizione che può prevenire l’ipertensione.

È importantissimo sottolineare che l’Associazione di Cardiologia Americana ha suggerito che l’ipertensione non controllata (> 180/110 mmHg) è una controindicazione assoluta all’allenamento di potenza. In questo caso gli ipertesi devono prima ridurre la propria pressione arteriosa con esercizi di tipo aerobico, indicazioni dietetiche precise e, se necessario, con terapia farmacologica prima di iniziare un programma di allenamento di forza.
Nel caso di ipertensione arteriosa leggera bisogna sempre iniziare con misure terapeutiche non vanno ecologiche che includono esercizio fisico che, oltre a ridurre i fattori di rischio cardiovascolare, riduce le dosi dei farmaci antipertensivi.

homeless fitness-kKNI-U43050683924182mkD-593x443@Corriere-Web-Sezioni