La farina di Kamut è il prodotto ottenuto dalla macinazione di un particolare frumento orientale. Da pochi anni, sull’onda lunga della moda del salutismo alimentare, popola gli scaffali delle più note catene di supermercati e non solo: ne fanno impiego i pizzaioli, i fornai e tanti altri esercenti del mondo della panificazione.

Di cosa si tratta? Facciamo un passo indietro. Quando acquistate un prodotto con questo ingrediente, potete notare sulla confezione il marchio registrato omonimo. Questo perché si tratta di un particolare tipo di grano (Triticum turanicum) coltivato da un’azienda di agricoltura biologica nelle grandi distese aride del Nord America – in Montana e in alcune regioni canadesi. Questa varietà di grano duro, originaria del Khorasan (provincia dell’Iran nota anche per lo zafferano), fu studiata negli anni ’70 dall’agro-tecnologo Bob Quinn che sviluppò una tecnica di macinazione adatta. Chiunque, in realtà, può coltivare questo grano (tecnicamente chiamato Khorasan), ma chi volesse fregiarsi del marchio Kamut, per rimarcarne l’alto standard di qualità, deve aderire al consorzio americano.

Il grano Kamut è consigliato a tutti gli sportivi, alle persone anziane ed ai bambini in fase di crescita poiché possiede un grande potere energetico e calorico. Grazie proprio alla notevole energia che conferisce all’organismo, il Khorasan è considerato un cereale ad alto valore energetico. Un’alta particolarità del Kamut è la sua ricchezza in magnesio, zinco, selenio, vitamina E, acidi grassi e lipidi. Ha anche un discreto profilo amminacidico. Gli amminoacidi che si ritrovano in maggior quantità in questo alimento sono l’arginina, la cistina, treonina, l’istidina, l’acido aspartico e la serina.

Valori nutrizionali per 100 gr di Kamut crudo:

Energia: 337 kcal
Carboidrati: 70,3 gr
Grassi: 2,2 gr
Proteine: 14,7 gr
Fibre: 9,1 gr
Calcio: 24 mg
Potassio: 446 mg

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