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I grassi, o lipidi, sono spesso demonizzati da luoghi comuni e credenze errate. Bisogna specificare però che non tutti i grassi sono uguali.

I grassi saturi (presenti soprattutto nei latticini e nella carne) possono contribuire più facilmente all’aumento di peso, all’ipercolesterolemia ed alle malattie cardiovascolari, questo perché peggiorano la sensibilità insulinica. Sono, però, in parte necessari poiché una loro carenza causa deficit ormonali (soprattutto gli ormoni nella sfera sessuale).

Gli acidi grassi monoinsaturi (contenuti nell’olio di oliva, nella frutta secca), oltre a ridurre i livelli di colesterolo, sono ricchi di sostanze antiossidanti che ne potenziano l’effetto antinfiammatorio.

Per quanto riguarda gli acidi grassi polinsaturi omega 3 (olio di lino, pesci grassi) e omega 6 (vegetali, arachidi, soia, mais) bisogna sottolineare che la nostra alimentazione (la Dieta Mediterranea) è sbilanciata a favore degli omega 6. Il rapporto corretto tra omega 6 ed omega 3 deve essere di 2:1. Un apporto alterato (nella nostra alimentazione è di circa 10:1) favorisce l’accumulo di grasso.

Un grammo di grassi apporta 9 kcal, un grammo di proteine o carboidrati apporta 4 kcal, da ciò si evince che è molto più facile eccedere con l’apporto calorico se si consumano i grassi. E’ importante sottolineare, però, che ciò che fa ingrassare è principalmente l’eccesso calorico (di tutti i macronutrienti quindi).

Diete ipolipidiche (al di sotto del 20% delle calorie totali) portano inevitabilmente ad una diminuzione dei livelli di testosterone. Ciò è altamente negativo per tutti gli atleti che necessitano di livelli ottimali di questo ormone per poter recuperare al meglio, contrastando il catabolismo prodotto dal cortisolo (ormone dello stress) derivato da allenamenti intensi.

Non bisogna eliminare completamente i grassi saturi ed il colesterolo poiché svolgono importanti funzioni per il nostro organismo (sono i precursori della vitamina D, dei sali biliari e degli ormoni sessuali). Parlando in termini pratici 1/3 dei grassi introdotti con l’alimentazione deve essere saturo, 1/3 polinsaturo ed 1/3 monoinsaturo.