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Cellulite è un termine di per sé sbagliato, poiché il suffisso -ite indica un’infiammazione delle cellule. Il tessuto adiposo, in realtà, non è infiammato bensì è imbevuto di liquidi, inizialmente. Il termine corretto da utilizzare è “pannicolopatia fibroedematosa sclerosante”.

Quando le vene delle gambe tendono a sfiancarsi e perdono tono si ha un rallentamento del flusso sanguigno.
I piccoli vasi si dilatano e le loro pareti diventano più permeabili e porose. Parte dell’acqua fuoriesce dai capillari e invade lo spazio interstiziale tra le cellule adipose. Il ristagno di liquidi e scorie porta ad un’irritazione del tessuto adiposo fino a modificarne la struttura.
Diminuisce l’irrorazione del sangue nella zona interessata, il tessuto riceve meno ossigeno e nutrimento e la pelle perde elasticità. Così si forma la cellulite. Una scorretta alimentazione è sicuramente una causa molto importante.

Consiglio di verificare la presenza di intolleranze alimentari perché la cellulite, spesso, può essere causata da cibi che creano una risposta negativa dell’organismo.

Come dovrebbe essere strutturata una dieta anticellulite? Innanzitutto deve essere molto equilibrata, con effetto antiossidante e varia e completa in modo da garantire tutti i micronutrienti indispensabili. Deve essere leggermente ipocalorica, ricca in frutta e verdura con moderata presenza di cereali integrali, scarsa presenza di grassi e priva di sale aggiunto. Sarebbe utile l’aggiunta di integratori che proteggono la parete dei capillari quali vitamina C, bioflavonoidi (la fonte principale di bioflavonoidi è caratterizzata dalla scorza e dalle parti polpose degli agrumi), antocianosidi (soprattutto presenti nel mirtillo). Utile anche l’uso di acque ionizzate che, essendo alcaline, aiutano a ripristinare il corretto equilibrio acido-basico del nostro organismo.