acqua

Non esistono altre sostanze che sono così diffusamente coinvolte in numerose e differenti funzioni come l’acqua.

Per prima cosa voglio sottolineare che non è possibile fare provvista di acqua nell’organismo perché qualsiasi eccesso viene eliminato attraverso i reni. Tuttavia è invece possibile che l’organismo si disidrati quando si produce uno squilibrio tra l’assunzione e la perdita di liquidi.

Nell’uomo l’acqua rappresenta circa 2/3 del suo peso, è quindi la componente quantitativamente più importante.
Il contenuto di acqua è maggiore negli uomini rispetto alle donne e tende a diminuire con l’età. Questa diminuzione, in alcune persone anziane, rappresenta una causa importante di riduzione di peso in questa tappa della vita.

77% è la percentuale di acqua contenuta nella muscolatura scheletrica. Il contenuto totale di acqua nell’organismo è determinato dall’equilibrio tra l’assunzione di acqua (presente negli alimenti, bevuta, prodotta dalla combustione dei nutrienti) e la perdita della stessa (respirazione, sudorazione, urina e feci).

Il termine disidratazione equivale alla perdita di peso corporeo che si riscontra tra l’inizio e la fine dell’esercizio fisico e si esprime, solitamente, come percentuale della perdita di peso.
Nel caso di disidratazione, le perdita di acqua avvengono a spese di due compartimenti nei quali l’acqua si mantiene normalmente constante:
– Compartimento intracellulare.
– Compartimento extracellulare.
Durante le prime ore di privazione dell’acqua, i liquidi vengono persi principalmente dal compartimento extracellulare. Diminuisce il volume circolante ed il volume plasmatico.
Deficit più prolungati provocheranno una perdita di acqua dalle cellule e il risultato finale è una disidratazione cellulare. Sia la disidratazione extracellulare (tessutale) che quella cellulare provocano comparsa della sete, stimolo che ha come obiettivo l’assunzione di acqua per la reidratazione.