La glutammina è l’amminoacido libero maggiormente presente nel muscolo e nel plasma, non è tra gli amminoacidi essenziali. L’organismo umano è mediamente in grado di sintetizzarne da 20 ad 80 gr al giorno in relazione alle specifiche necessità. In linea teorica, quindi, l’assunzione di glutammina non dovrebbe essere necessaria. Dati scientifici, però, hanno dimostrato che, in caso di stress metabolico (come l’attività fisica prolungata o in caso di patologie), l’utilizzo di questo amminoacido diventa fondamentale a livello cellulare.

Interviene nell’attività cerebrale svolgendo un’attività stimolante. Nel cervello, viene convertita in glutammato, importante e diffuso neurotrasmettitore eccitatorio del SNC (sistema nervoso centrale).

Nel corso degli anni sono stato proposti diversi effetti correlati alla glutammina. Innanzitutto questo amminoacido può essere utilizzato anche a scopo energetico dal nostro organismo ed è utile per la sintesi di nucleotidi. La glutammina è considerata essenziale per la funzione immunitaria ed un suo deficit può provocare la riduzione delle difese immunitarie. Tale condizione pone l’organismo ad un aumento del rischio di contrarre malattie.

L’esercizio fisico prolungato causa un aumento della concentrazione di cortisolo nel plasma, ormone che stimola il catabolismo delle proteine e la liberazione di glutammina. Per tale motivo l’attività fisica influisce direttamente sulla disponibilità di glutammina per i leucociti e ciò influisce sulla funzione immunitaria.

Provando la glutammina potrete constatare una riduzione dei dolori muscolari (spesso indicati nei testi accademici con l’acronimo di DOMS) dopo aver svolto un esercizio fisico di breve durata ed elevata intensità.

Sono stati descritti ulteriori risultati correlati all’assunzione di questo amminoacido. Pochi di questi, però, sono stati confermati e sono ancora in fase di studio.