Bissap

Ogni promessa è debito. A metà del 5° appuntamento con la rubrica dedicata all’Esposizione di Milano, avevo anticipato un approfondimento su uno dei prodotti che più mi ha convinto in questo “giro del mondo”: il Bissap.

Ma di cosa si tratta? Il Bissap è il nome con cui i senegalesi conoscono l’hibiscus subdariffa. Nel resto dell’Africa e del mondo, assume denominazioni differenti (Rosa Abissina, Karkadè dell’Eritrea, Uccellino della Guinea, etc), ma in ogni caso è la stessa pianta appartenente alle malvacee conosciuta già 6.000 anni fa nelle regioni tropicali e subtropicali e ancora oggi protagonista della coltivazione nel Sahel.

Fa il suo approdo in Europa, pensate, con il Regio Esercito italiano che, ignaro dell’utilizzo in cucina, ne sfruttava i benefici contro le infezioni. Nel contesto della Guerra d’Abissinia, i soldati italiani si erano fatti precursori della farmacopea odierna che, invece, ampliandone il raggio d’azione, ne consiglia l’uso in una funzione antispasmodica, ipotensiva (contro l’ipertensione) e addirittura preventiva del cancro.

Facciamo un passo indietro. Come ci hanno illustrato presso lo spazio del Senegal, l’Istituto di Tecnologia Alimentare di Dakar si è fatto promotore delle due varietà dalle quali derivano quattro prodotti: la confettura, la bevanda, il concentrato e la polvere istantanea. Di questi, lo avrete notato, gli ultimi tre hanno di fatto il medesimo impiego e sono destinati alle bevande (in realtà, una ragazza dello stand ci ha confidato che anche nella preparazione di dolci lo sciroppo è formidabile).

L’elemento di partenza nella produzione, ovviamente, non è tutta la pianta. Viene raccolto solo il frutto, una bacca che due occhi occidentali proverebbero a descrivere come un bocciolo di rosa non ancora aperto.

Sotto il profilo gastronomico, dal momento che l’ho assaggiato, posso dire che sicuramente non possiede un sapore che rientra negli standard delle nostre papille gustative. L’unica nota di profumo che la mia mente ha ripescato dai ricordi e alla quale, a mio parere, può avvicinarsi è il succo di mirtillo rosso (anche se leggermente più aspro), che non è molto commerciato in Italia e che provai in un viaggio negli Stati Uniti alcuni anni fa.

Veniamo ora alle caratteristiche nutrizionali. Anzitutto, occorre distinguere il tipo di frutto: il “calice vert” (la bacca verde) possiede circa il 18% di proteine contro il quasi 9% del frutto rosso; la presenza di fibre si attesta, rispettivamente, all’11% e al 10%; i grassi sono contenuti per entrambi nel range del 3%. Anche solo per l’apporto proteico, si può dire sia un ottimo prodotto da accompagnare agli spuntini.

Interessanti anche l’apporto di vitamina C (utilissima in questo periodo per il sistema immunitario) e la presenza di minerali:

Vitamina C: 740mg/100g – 370mg/100g
Calcio: 1209mg/100g – 1602mg/100g
Magnesio: 235mg/100g – 340mg/100g
Potassio: 1850mg/100g – 2320mg/100g
Sodio: 9,5mg/100g – 6,5mg/100g
Ferro: 32,8mg/100g – 34,6mg/100g
Zinco: 5,8mg/100g – 6,3mg/100g

Anche se i prodotti presenti non erano destinati alla vendita e le scorte per gli assaggi (considerata la bassa affluenza) rasentavano il ridicolo, mi auguro che il Bissap ad Expo2015 possa aver incuriosito qualche investitore. Altrimenti mi toccherà fare un viaggio in Senegal (e io certo non mi tiro indietro!).