acque

Facile come bere un bicchier d’acqua.

Avrete modo di riconsiderare questa frase quando, dopo aver letto questo articolo, berrete un sorso di …minerale. Qual è l’importanza dell’oro blu all’interno della nostra alimentazione? Quali sono le proprietà a cui dobbiamo prestare attenzione quando ne comperiamo una bottiglia?

Giustappunto cercavo, per evitare ridondanze in questa introduzione, un sinonimo di acqua e ho scelto il termine minerale, che in realtà ha un suo “peso specifico” diverso. Consideratela una licenza letteraria. Per la legge italiana invece c’è acqua e acqua.

Acque minerali e acque potabili: quali differenze?

La prima utile separazione logica (e giuridica) è quella tra potabili e minerali naturali: le prime sono quelle distribuite attraverso i servizi idrici (che noi chiamiamo “di acquedotto” o “di pozzo”), mentre le seconde appartengono ad una categoria ben inquadrata dalla legge 176 del 2011 e prima ancora dalla direttiva n°54 del 2008 della Comunità Europea.

Notoriamente quelle minerali posseggono caratteristiche migliori rispetto a quelle potabili. Le normative vigenti si focalizzano attorno al concetto di purezza – tenete presente che dalla raccolta alla fonte sorgiva sino alla vendita al dettaglio, l’acqua deve essere mantenuta ad una temperatura costante – e circa la presenza di minerali.

Cosa si intende per “minerali”?

A noi interessa prendere in esame l’acqua in relazione alla nostra alimentazione, cioè l’acqua minerale naturale in bottiglia. A tal proposito, ecco una seconda, basilare categorizzazione: le acque in commercio appartengono a quattro distinti gruppi in base al residuo fisso. Le acque minimamente mineralizzate, quelle oligominerali, quelle minerali e infine le acque ricche di sali minerali.

Ora vi chiederete cosa sia il residuo fisso. In parole semplici è il materiale secco che rimane dopo aver portato la temperatura dell’acqua a 180° (per completezza: vi basti sapere che l’acqua nella fattispecie viene filtrata e poi fatta evaporare in una capsula di platino).

A seconda del residuo fisso le acque in bottiglia si dividono in quattro gruppi:

  1. se il residuo fisso a 180 °C è inferiore a 50 mg/l. si tratta di: acque minimamente mineralizzate;
  2. se il residuo fisso è compreso tra 50 e 500 mg/l. si tratta di: acque oligominerali;
  3. se il residuo fisso è compreso tra 500 e 1500 mg/l. si tratta di: acque minerali;
  4. se il residuo fisso è superiore a 1500 mg/l si tratta di: acque ricche di sali minerali.

 Quali sono i minerali?

Leggendo l’etichetta di qualsiasi bottiglia di minerale, vi imbatterete sicuramente nell’indicazione di questi minerali:

  • calcio
  • sodio
  • bicarbonato
  • solfato
  • nitrati
  • fluoruro

Eventualmente, a seconda del prodotto, potreste leggere anche i dati circa il cloruro, il potassio e il magnesio.

Nella seconda parte dell’articolo vi proporrò una breve ma interessante disamina delle acque minerali più vendute in Italia mettendone a confronto i rispettivi contenuti con alcuni preziosi consigli nutrizionali.

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