PIZZA EQUILIBRIO

Come ricordavamo nell’articolo di chiusura dello scorso anno, aprile 2015 è stato il mese in cui abbiamo per la prima volta aperto le porte del nostro studio ad una collaborazione con realtà commerciali.
Meri e Tiziano del Ristorante Ma-Ti di Leno sono stati felicissimi di lavorare insieme a noi per proporre alla loro clientela una colazione che intrecciasse gusto e salute. Lì nacque la colazione del dietista, un successo che ancora resiste e di cui siamo davvero orgogliosi.

In questi giorni, come avrete potuto osservare dal fermento su facebook, vi abbiamo voluto sorprendere di nuovo.
Poco prima di Natale lo chef Antonio Di Martino, co-titolare della pizzeria Regina Major e frequentatore della palestra Angel’s Fitness di Manerbio, ci ha commissionato l’ideazione di una pizza da inserire nel menù del ristorante.

L’iniziale “carta bianca” ci ha spiazzati. Creare un alimento ex novo senza uno specchietto che ci suggerisse alcuni aspetti non è stato facile e, infine, abbiamo propeso per un prodotto da rivisitare.

Esatto, come i più attenti di voi avranno notato, la Pizza EquiLibrio ricalca quella famosa “bresaola/rucola/grana” che quasi ogni pizzaiolo saprebbe presentare…

Se vi state chiedendo quali siano la vera novità, la risposta è servita… nel piatto:
anzitutto le dosi che compongono la pizza rievocano il criterio di suddivisione dei macronutrienti della Dieta a Zona (40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi);
in secondo luogo, la scelta degli ingredienti della pasta è ricaduta su quattro farine (soia, germe di grano, avena e segale)
l’assenza di mozzarella e la riduzione significativa del sale;
l’alta qualità delle materie prime tra cui il pomodoro San Marzano DOP, il Grana Padano DOP e la bresaola di cavallo.

La proprietà delle farine utilizzate è il basso indice glicemico. Nello specifico avena e soia sono state scelte per il loro discreto contenuto proteico (proteine di medio-alto valore biologico).

Il grana, rispetto alla mozzarella, ha circa il 50% in più di proteine. Oltre a ciò risulta più digeribile per la quasi assenza di lattosio dovuta al processo di stagionatura del formaggio.

La digeribilità di questa pizza è data anche dalla doppia lievitazione.
In confronto alla bresaola di manzo, quella di cavallo garantisce una qualità della materia prima più alta.
Le proprietà nutrizionali dei pregiati ingredienti di questa pizza la rendono adatta a qualsiasi persona che, anche al ristorante, si interessa al proprio benessere fisico.