[UPDATE]: Se ci spingessimo fino alle origini dell’etimologia del termine “latte” ci troveremmo di fronte ad un sinonimo di “bevanda” (a tutti gli effetti, per i mammiferi, la “prima” bevanda vera e propria). Non ragiona secondo questi criteri filologici la Corte di Giustizia Europea che in una recente sentenza ha stabilito la messa al bando della parola “latte” accostata alle bevande ottenute da vegetali (soia, mandorla, nocciola, etc.) i cui produttori saranno costretti a trovare nuove denominazioni.
Come emerge dalla sentenza della causa C-422/16 tra un’associazione tedesca che si batte contro la concorrenza sleale (la VSW) e l’azienda TofuTown, i termini <<“latte”, “crema di latte o panna”, “burro”, “formaggio” e “yogurt”>> sono riservati ai soli prodotti di origine animale. A questo nuovo dispositivo dovranno attenersi le società che producono e commerciano tali prodotti nell’Unione Europea.

LA SPESA DEL DIETISTA: IL LATTE VEGETALE

Hanno preso piede ovunque. Dalla piccola mensola del negozietto di paese fino ad un intero scaffale nei più frequentati megastore. Stiamo parlando dei succedanei del latte che, accanto al vero latte di origine animale, offrono alla clientela una sempre maggiore gamma di prodotti: dal “latte” di soia a quello d’avena, da quello di mandorla fino al “latte” di riso…

Se è pur vero che l’ampia scelta trova ragioni commerciali nell’espansione del pubblico vegano/vegetariano, è altrettanto onesto ammettere che il target di questo mercato è abbastanza trasversale e, oramai, nemmeno troppo di nicchia.Latte vegetale (2)

Ma quando acquistiamo prodotti alternativi al latte sappiamo cosa contiene il tetrapak? Oppure ci affidiamo solamente alla pubblicità e a dettami modaioli? Proviamo ad analizzare insieme quattro bevande…

“LATTE” DI SOIA

Ad onor del vero va detto che il prodotto che abbiamo acquistato non reca la dicitura latte: abbiamo comprato “Soia di Centrale” della storica Centrale del Latte di Brescia, che da alcuni anni si è avventurata anche nel commercio di prodotti che poco hanno a che fare con latticini e casearia.
Tornando al prodotto, ecco una prima analisi del contenuto: l’ingrediente principale ovviamente è l’acqua mentre i semi di soia sono il 7,5% del totale; in seconda battuta troviamo anche lo zucchero di canna grezzo, il calcio (da alga Lithothamnium), sale marino; la gomma di gellano, i mono/di-gliceridi degli acidi grassi e il fosfato monopotassico rivestono rispettivamente i ruoli di stabilizzante, emulsionante e correttore di acidità; meno incoraggiante la scritta “aromi”.
Questa bevanda contiene: la Vitamina D, che favorisce l’assorbimento del Calcio, e la Vitamina B12, che favorisce il funzionamento del sistema nervoso ed ha un ruolo importante nella sintesi del DNA (la D e la B12 non sono presenti negli alimenti di origine vegetale, quindi è stata aggiunta).

“LATTE” DI RISO

Anche l’azienda The Bridge della quale abbiamo testato Bio Rice Natural Drink preferisce omettere la parola “latte”. Questa bevanda di riso – acquistata in un store specializzato in prodotti biologici – offre un’etichetta ben più corta di quella precedente: gli ingredienti sono acqua, riso da agricoltura biologica italiana, olio di semi di girasole, olio di semi di cartamo e sale. Non sono specificate le percentuali dei componenti, se non del riso (17%), un particolare che non permette al compratore di apprezzare la reale qualità del prodotto (difetto comune a quasi tutte le marche).

Solo dalla tabella nutrizionale riusciamo ad andare un po’ più a fondo: 100 ml di bevanda contengono 60 kcal, 1,4 grammi di grassi, 12 grammi di carboidrati e quantità irrilevanti di proteine e fibre (meno di 0,5 grammi).

A differenza di altre bevande a base di riso (ad esempio quella del Simply), questo prodotto non presenta aggiunta di Calcio.

Latte vegetale (1)“LATTE” DI MANDORLA

Diffuso da molto più tempo rispetto al “latte” di riso e al “latte” di soia, quello di mandorla è una bevanda che non eccelle in contributo proteico ma presenta altresì alcune importanti proprietà. Abbiamo testato Bevanda alla Mandorla della Alpro, i cui ingredienti sono: acqua, zucchero, mandorla, fosfato tricalcico, sale marino, stabilizzanti (come la farina di semi di carrube e la gomma di gellano) ed emulsionante (lecitina di girasole). Nonostante il solo 2% di mandorla nel contenuto, questa bevanda contiene 24 kcal ogni 100 ml e una buona dose di vitamine aggiunte: D, B2, B12 (ciascuna circa il 15% del valore di riferimento).

“LATTE ” DI AVENA

Più curioso è il “latte” di avena, dei quattro prodotti sicuramente il più caro e al contempo il più… semplice. Sotto la nostra lente d’ingrandimento abbiamo messo l’Avena Natural della Vital Nature che è composto sola da acqua e avena biologica (14%). Di avena avevamo già parlato in un articolo ad hoc. A proposito di questo prodotto – che non può pregiarsi di un apporto proteico alto (1,4 grammi ogni 100 ml) – è sufficiente sottolineare la buona duttilità in cucina: si può utilizzare tanto come bibita quanto come base per dolci.

Per semplicità abbiamo messo nel nostro carrello solo quattro prodotti di quattro specifiche aziende. Il consiglio, tuttavia, è di non dimenticare mai di leggere (e interpretare, se occorre!) le etichette, qualsiasi alimento acquistiate.