IMG_8069

“Senza api all’umanità resterebbero solo quattro anni di vita.”

Nonostante internet abbia senz’altro contribuito alla diffusione di questa errata citazione, la famosa “frase di Einstein” sulle api e sulla fine dell’umanità restituisce al piccolo insetto una dimensione di sacralità e importanza che non deve essere sottovalutata.

Se infatti, da un lato, le api contribuiscono al ciclico scorrere del mondo vegetale, il frutto del loro lavoro approda nelle cucine di tantissime civiltà sin da tempi remoti.

Cominciamo questa panoramica sui prodotti dell’apicoltura (divisa in diversi articoli), partendo con un integratore nutrizionale che proprio queste minuscole creature alate raccolgono: il polline, un nutriente miscuglio ottenuto dal nettare dei fiori e dagli enzimi digestivi delle api.

Il polline d’api viene raccolto dagli apicoltori all’interno delle arnie dove le api stesse lo hanno depositato prima di poterlo trasformare in pappa reale. In commercio si trova sotto forma di piccoli granuli dal colore ambrato: è possibile acquistarlo in erboristeria o direttamente dal produttore; difficilmente si può recuperare nei supermercati, persino in quelli più forniti.

Oltre ad un grande contenuto di vitamine e una ricca disponibilità di sali minerali, il polline possiede proprietà energetiche e rivitalizzanti, ottime per chi pratica sport e conduce una vita attiva. A livello di macronutrienti, in questo formidabile prodotto troviamo quantità praticamente equivalenti di proteine e zuccheri: questi ultimi sono glucosio e fruttosio (30/35%) mentre l’apporto proteico si attesta ad un terzo del totale. Inoltre tali proteine rientrano nella categoria di quelle ad alto valore biologico poiché dispongono di tutti gli 8 amminoacidi essenziali.

Un consiglio circa la salubrità del prodotto: acquistate polline d’api proveniente da apicolture lontane dai grandi centri abitati e dagli hinterland più inquinati. Il polline infatti deriva dai fiori delle piante (sono gameti, le cellule maschili riproduttive dei vegetali) sulle quali potrebbero essersi depositati metalli pesanti.

Nel prossimo articolo, per la rubrica Il dietista in cucina, vi proporremo alcuni piatti in cui si possono sfruttare le tante potenzialità del polline d’api.