RIMINI WELLNESS 2016

Con i colleghi Nicolas Pelucchi e Anastasia Paris e l’atleta Bikini IFBB Federica Gobbetti

Due giorni alla Fiera del Fitness di Rimini mi sono bastati per annotare qualche appunto.

Alcuni positivi, altri un po’ meno. Molti di voi troveranno questa recensione poco accomodante: non lo nego, forse la formula del Rimini Wellness comincia a diventare stantia, troppo “aperta al mondo” (troppa moda di cui tra qualche anno non ricorderemo alcunché) e sempre meno attenta alle esigenze di professionisti e appassionati. Ciononostante mi reputo soddisfatto di avervi partecipato, a maggior ragione se ripenso che questa esperienza l’ho vissuta con amici e colleghi.

Libri: stand finalmente all’altezza
Una nutrita presenza di stand sull’editoria mi ha finalmente rassicurato su un tema che mi sta molto a cuore: la divulgazione scientifica per tutti. I “libri” rappresentano un settore che, soprattutto con le maggiori case editrici, ha sempre avuto un cattivo rapporto con il mondo del fitness e che solo di recente ne ha compreso le potenzialità.

I corsi di formazione e la ricerca della perfezione

Confrontarsi con colleghi provenienti da tutta Italia e con un’estrazione culturale non per forza simile alla nostra è sinonimo di garanzia per una formazione sempre all’avanguardia, sempre proiettata al miglioramento del percorso professionale.
Non capita esattamente tutti i giorni di incontrare personalità uniche del mondo dello sport e del culturismo: i corsi di formazione per trainer e le lezioni ad hoc per alcune professioni specialistiche del Rimini Wellness non negano mai questa possibilità!

Nuovi macchinari, nuove frontiere

Saper adattare i propri macchinari per la pesistica alle nuove tecnologie e alle nuove scoperte ingenieristiche costituisce la mission di ogni azienda presente al Rimini Wellness. Senza addentrarmi troppo nei particolari di ogni novità, mi limito a osservare un paradosso comune a tutte le nuove invenzioni: pensiamo a determinati attrezzi che da un lato aiutano l’atleta a compiere l’esercizio ma dall’altro svuotano l’esercizio stesso di alcune peculiarità.

Le proteine (troppo) al centro dell’attenzione
L’ossessione per una costruzione del corpo esclusivamente basata sulle proteine si è tradotta nel giro di pochi anni in un fenomeno di business al centro del quale tantissime aziende hanno lanciato sul mercato alimenti che normalmente apportano carboidrati ma che in queste “nuove vesti” diventano fonte proteica: la pasta proteica, il pane proteico… manca soltanto la frutta proteica. Riusciamo tranquillamente ad arrivare alla quantità di proteine necessaria ad uno sviluppo della massa muscolare (2,5-3 gr/kg) grazie ad una dieta costruita su alimenti già proteici di natura. Queste forzature lasciano il tempo che trovano.

Troppi fenomeni da baraccone
L’attenzione smoderata per i cosiddetti influencers nati con i social network si riversa oramai in quasi tutte le attività umane. Non solo nel cinema, nella televisione e nel marketing: anche il mondo del fitness si è appoggiato a questi fenomeni della comunicazione che sembrano avere di fatto il sopravvento su persone qualificate ed esperti del settore. Questi “tuttologi” spuntano come funghi da uno stand all’altro: sono pochissimi i veri atleti disponibili a raccontare le proprie esperienze, tantissimi invece i fenomeni da baraccone e dal like facile che dispensano consigli dall’alto della loro cattedra mediatica, senza saper distinguere – in realtà – la bresaola dalla marmellata!

Integratori, aziende italiane e qualità del prodotto
Con dispiacere ho notato la presenza minima di case di produzione di integratori che offrissero Qualità. Troppe persone si lasciano sedurre dalla tentazione del risparmio a discapito del valore delle materie prime e della tecnica di produzione. I brand italiani (con prodotti interamente realizzati in Italia) si contavano sulle dita di una mano.

Troppa moda, poco Fitness
A tal proposito l’attrazione principale erano ragazze immagine che palesemente hanno poco da spartire con l’universo del fitness (ventenni dal fisico sicuramente asciutto ma senza volumi).
Se le ragazze in bikini sono il richiamo di una folla “arrapata” totalmente indifferente alle caratteristiche tecniche del prodotto, non sorprende di certo la deriva mainstream dell’evento sul fitness più importante dell’anno: cinque/sei anni fa, prima dell’avvento dell’era dei social, il pubblico del Rimini Wellness aveva una dimensione più ridotta perché limitata a professionisti del settore e appassionati dello Sport. Un vero peccato.