Emiliano Rezzani, la mia idea di Men's Physique

Emiliano Rezzani, la mia idea di Men’s Physique

Chi scrive non ha mai nascosto di coltivare una buona dose di ammirazione per la NBFI. La federazione di bodybuilder naturali è forse l’unica in Italia che può vantare una organizzazione degna delle più grandi kermesse internazionali. Questo almeno fino allo scorso anno.

Il primo dubbio che si è annidato nella mia mente ha per oggetto le selezioni. Queste gare eliminatorie, che si sono svolte sabato all’auditorium La Filanda di Cornaredo, svolgono – parallelamente a quelle tenutesi a Matera per i concorrenti del Sud Italia – il ruolo di primo filtro per la competizione finale di Figline Valdarno, prevista ad Ottobre.

Queste “batterie” costituiscono una novità per la NBFI: gli atleti fino al 2015 potevano presentarsi direttamente all’evento toscano. Perché inserire tali selezioni? Si sono forse decuplicati i potenziali iscritti? Sinceramente non trovo altre motivazioni al di fuori del mero introito economico (il costo della partecipazione infatti si aggirava sui 140 €, da sommare poi ai quasi 300 € di quella nazionale). Ma anche valutando la buona fede degli organizzatori, non riesco a spiegarmi il perché di una ulteriore selezione nel mese di Settembre.

Ricapitoliamo: normalmente un atleta programma la partecipazione alla gara – che, ricordo, si tiene sempre ad Ottobre – circa un anno prima; stabilire una eliminatoria a Marzo per il mese di Giugno scombussola (e non poco!) la preparazione; e inserire un turno selettivo in più a Maggio per il mese di Settembre suona alquanto sospetto: chi giocoforza ha dovuto iscriversi per questo mese ha pertanto beneficiato di circa cento giorni in meno rispetto ad altri.

Le chiacchiere stanno a zero e le polemiche possono condurre a due conclusioni: o è mancato il fattore organizzativo oppure si stanno pilotando le entrate alla gara di Figline. Confido nella prima ipotesi.

Ma al vero tramonto di questa federazione si è assistito proprio ieri, a Cornaredo, dove è andata in scena una pantomima sulla selezione della categoria Men’s Physique. Nonostante mi abbia colpito positivamente la presenza di un numeroso gruppo di giovani caratterizzati da una notevole maturità fisica, in certi casi migliore di quella dei “veterani”, ho avuto la conferma che i criteri per stabilire il vincitore di suddetta categoria non sono universalmente condivisi.

Mentre per altre categorie come l’open bodybuilding vengono considerati parametri come la muscolosità, la simmetria, le proporzioni e la definizione, in questo Men’s Physique è difficile riassumere regole oggettive. Nel regolamento internazionale si fa riferimento a:
– una muscolatura ben definita,
– una vita stretta,
– una forma a V del tronco
– un addome scolpito.
Pare che non abbiano preso in considerazione queste qualità. Sembra, anzi, che si prediliga tutto l’aspetto estetico, compreso il volto e l’acconciatura (come se fosse una selezione di modelli di Abercrombie), e che si penalizzi l’età e la fotogenia. Siamo proprio sicuri che questi siano i “physique” meritevoli di rappresentare l’Italia al WNBF?

E non vorrei tralasciare il capitolo controlli. Se ad Ottobre in quel di Figline ho potuto constatare la corretta esecuzione dei test antidoping – con eccezione del controverso poligrafo, a Milano i prelievi delle urine sono stati effettuati senza controlli, cioè senza la presenza di un’autorità che garantisse imparzialità di trattamento. Solamente i primi di ogni categoria hanno dovuto ripetere l’esame davanti ad un ufficiale di gara. Dopotutto la cifra investita dovrebbe essere giustificata specialmente dalla garanzia di test regolari.

E’ difficile maturare una conclusione efficace. Da parte mia, credetemi, sono alquanto deluso.