NBFI

Con lo scorso articolo sull’ottavo campionato NBFI ho avanzato diverse critiche sull’operato dei giudici. In questa seconda parte ho analizzato alcuni aspetti della gara aiutandomi con il regolamento ufficiale, elaborando delle idee che spero possano essere prese in considerazione per migliorare il concorso.

Ogni contendente alla vittoria finale deve poter competere… ad armi pari. Al costume di posa il regolamento della NBFI dedica un apposito paragrafo in cui viene affermato che mentre nel “pregara” i costumi devono essere a tinta unita, durante lo spettacolo serale sono ammessi colori variegati, pailette e disegni. Bisogna tuttavia considerare che il gioco di luci incide moltissimo sulla presentazione di un corpo (infatti è consentito l’uso del mallo, il colorante che risalta la definizione muscolare, ad esempio) e che, di conseguenza, sarebbe opportuno dotare tutti gli atleti di costumi uguali, ad eccezione delle taglie ovviamente, per valutarli meglio. In tal modo eviteremmo i perizomi nelle categorie maschili, peraltro non permessi dal regolamento ma largamente tollerati in gara.

Merita una digressione il capitolo delle calzature. Se il costume degli uomini è ad un pezzo, quello femminile si compone non soltanto di bikini ma anche di scarpe con il tacco. Le regole ufficiali lasciano libertà sulla scelta della misura del tacco ma è innegabile che anche solo un centimetro in più possa fare la differenza in termini di tensione muscolare. Perché non è possibile, al pari degli uomini fitness, valutare le donne anche scalze (come ad esempio nel campionato NBFI 2009)?

Capitolo costi. Come anticipato nello scorso articolo, per molti atleti partecipare al campionato NBFI è diventato sinonimo di sacrificio tanto in termini di tempo quanto di denaro. A conti fatti, la spesa per la trasferta fiorentina può diventare significativamente onerosa. Dal momento che ben poco può la Federazione su questi costi, dovrebbero essere riviste le spese sulle altre voci: ad esempio, il poligrafo, effettuato da uno specialista statunitense, ha un prezzo eccessivo e dovrebbe essere incluso nell’iscrizione, dato che è obbligatorio sostenerlo, o in alternativa essere sostituito (a maggior ragione vista la sua scarsa affidabilità).

La combinazione tra posing, un esercizio di contrazione muscolare non indifferente, e l’ansia non aiuta di certo atleti che da 12 mesi o più cercano di portare i propri risultati sul palco di gara. Una formula più snella magari con una sola gara (o al mattino o al pomeriggio) gioverebbe ai competitors e al pubblico.

Per chiunque volesse consultare il regolamento ufficiale (cosa che consiglio anche agli “esperti”…) ecco il link:

http://en.calameo.com/read/000235975c98e7e5db653