DOPING

La prima definizione di Doping (parola inglese ormai universalmente accettata) risale al 1983 ed era principalmente legata al mondo dei cavalli da corsa. “Il doping […] è l’uso di una sostanza estranea al corpo o di una sostanza fisiologica in quantità o modo anomalo, con il solo scopo di aumentare artificialmente le prestazioni di questa persona quando si partecipa ad una competizione”.

Questa definizione data da Comitato di Educazione Extrascolastico del Consiglio Europeo considera che anche alcuni procedimenti psicologici creati per incrementare le prestazioni fisiche dell’atleta posso essere considerare doping.

Secondo la legge 376 del 14/12/2000 “sono equiparate al doping la somministrazione di farmaci o sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione di pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche, finalizzate o comunque idonee a modificare i risultati dei controlli sull’uso di farmaci”.

Esistono ulteriori e diverse definizioni di questo termine, tutte però coincidono nel fatto che si tratta di sostanze vietate dalle legge finalizzate all’aumento del rendimento sportivo.

Il primo medico considerato come specialista in medicina dello sport fu Galeno di Pergamo (134 – 210 d.C.) che descrisse come “le zampe posteriori di un asino abissino adulto, aromatizzate con rosa canina e petali di rosa, fossero la ricetta perfetta per migliorare le prestazioni”.

Da allora il doping è stato riscontrato in quasi tutti gli sport: dall’atletica leggera (1879) al calcio (1908), cominciando con stimolanti come caffeina, alcol, eroina, cocaina, grumi di zucchero saturati di etere, ossigeno e le loro miscele.

Nel prossimo articolo verranno trattai gli effetti nocivi sull’organismo e le varie sostanze che li causano. Spiegherò anche come ed in che cosa consiste un’analisi antidoping.