Salutata a Expo 2015 come “cibo del futuro”, di fatto l’alga rappresentava già allora una realtà consolidata nell’alimentazione di molti Paesi ma negli ultimi anni ha preso piede nelle nostre cucine come ingrediente alternativo. Anche se spesso non ci accorgiamo della sua presenza in alcuni prodotti.
E allora di quali prodotti stiamo parlando? Quali cibi sfruttano le proprietà dell’alga? In realtà occorre prima precisare che non è corretto parlarne al singolare. Così come le tantissime varianti di verdura in foglia, anche “l’insalata d’acqua” esiste in molte… qualità. Per capire meglio vi elenco cinque prodotti che contengono altrettante, diverse alghe.

Sushi
Ovviamente il più famoso piatto giapponese non poteva mancare in questa top five. La cosiddetta “nori” che serve per avvolgere la polpettina di pesce e riso non è altro che un’alga rossa (della specie Porphyra) che viene coltivata in apposite serre, pressata e infine lasciata essiccare per ottenere dei fogli.

Seitan
Passiamo dalle alghe rosse alle alghe brune: il Kombu è una varietà di queste ultime e rappresenta un ingrediente basilare per la cottura del seitan, altro cibo di origine nipponica che è entrato nel mercato europeo proposto al pubblico vegano/vegetariano come fonte proteica alternativa a quella animale.

Gelato
Non tutti i gelati, of course. Tuttavia uno dei più noti, tra quelli apprezzati dai bambini, contiene un’alga azzurra: il gusto popolarmente chiamato “puffo” deve il suo colore all’alga Spirulina.

Latte d’avena e latte di soia
In una recensione di qualche tempo fa vi abbiamo parlato di alcuni esempi di latte vegetale. Tra questi anche quello d’avena e quello di soia, che alcune aziende producono con una particolare alga rossa, la Lithothamnium calcareum, che nel caso dell’Avena Drink di Alce Nero contribuisce al non indifferente apporto di calcio.

Birra
Anche se sembra incredibile, alcuni titolari di birrifici si sono avventurati nella produzione di bevande alcoliche arricchite con… alghe! E’ il caso della scozzese Kelpie Ale che imbottiglia birre “al sapore di mare” sfruttando le alghe brune laminariali (dette anche Kelp).

Nel prossimo articolo affronteremo le qualità nutrizionali delle alghe, un argomento talvolta sottovalutato e talvolta al centro di esagerazioni.