L’Intermittent Fasting è un approccio alimentare che alterna fasi di digiuno che variano dalle 16 alle 36 ore e fasi di alimentazione. Questa dieta è applicabile a qualsiasi altra strategia e può comprendere qualsiasi scelta di cibo: dieta mediterranea, vegana, paleo, dieta a zona e via dicendo.

Il principio dell’IF è quello di creare un lasso di tempo di digiuno che preveda una durata tale da incidere sul metabolismo ormonale e sul bilancio calorico complessivo.

Non bisogna pensare però che sfruttando questa “finestra del digiuno”, i restanti pasti possano essere consumati in libertà.

Ovviamente al fine di ottimizzare i risultati del dimagrimento (e del mantenimento o incremento della massa muscolare) è sempre necessario svolgere un’attività fisica bilanciata.

Questo protocollo alimentare (in linea generale) si basa su tre pasti giornalieri ed una seduta di allenamento con una finestra di digiuno di 16 ore.

PRIMO PASTO: appena alzati, deve essere caratterizzato da una fonte proteica primaria e da glucidi a basso indice glicemico. Deve essere bassa invece il quantitativo di grassi.

SECONDO PASTO: colazione completa, che comprenda tutti e tre i macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi)

TERZO PASTO: immediatamente dopo la seduta di allenamento. Un pranzo completo con una buona quantità di carboidrati e proteine per massimizzare il recupero muscolare.

DIGIUNO: dalle 15:00 circa e dura sino alla mattina seguente.

Questo sistema, naturalmente, può essere adattato allo stile di vita e alle abitudini della persona.

Oltre ad abbassare i livelli di insulina (ormone anabolico per eccellenza e anche responsabile dello stoccaggio di grasso all’interno delle cellule del tessuto adiposo) porta ad un incremento rilevante di un altro ormone: l’IGF-1, importantissimo nei processi di crescita.

Il digiuno è poi responsabile della secrezione di GH (ormone della crescita). Differentemente dall’insulina il GH non determina un deposito adiposo, ma favorisce il catabolismo lipidico.

Il digiuno intermittente funziona e può essere seguito da qualsiasi individuo? Come sempre la risposta corretta è DIPENDE.

A sostenere questo protocollo vengono divulgate continuamente numerose tesi di ottimizzazione metabolica, tra cui un miglioramento della sensibilità insulinica e una riduzione dei trigliceridi.

Ovviamente tre pasti totalmente bilanciati e controllati seguiti da 16 ore di digiuno non possono fare altro che aiutare un soggetto in sovrappeso. Di contro, però, questa strategia è molto difficile da seguire e da applicare.

Sull’aumento di massa magra, invece, resto ancora dubbioso poiché è una variabile ancora da approfondire e studiare, soprattutto con la pratica.