fitness-abs-silhouette-women-low-body-fat-dietsI grassi assunti con il pasto e quelli già presenti nel circolo ematico sono veicolati nelle cellule grasse (adipociti) mediante un fattore principale: l’alta glicemia.

La glicemia è la concentrazione di zucchero (glucosio) presente nel sangue, mantenerla costante (cioè a livelli ottimali) è di fondamentale importanza per assicurare l’apporto energetico al cervello.

Alcuni studi hanno dimostrato che esistono soluzioni efficaci attraverso la modulazione di grassi e carboidrati. Se decidiamo di mantenere il quantitativo di carboidrati alto, di conseguenza, la quota dei grassi dovrà essere bassa. Così facendo anche se l’insulina sale, i carboidrati in eccesso si ossidano e i pochi grassi non si accumulano: questa soluzione funziona se non siete resistenti all’insulina (ovvero se questa fa fatica ad andare in circolo). Viceversa risulta ottimale nel breve-medio termine mangiare tanti grassi e pochi carboidrati (dieta metabolica): la finalità di questo approccio è che i trigliceridi ematici, non trovando livelli alti di insulina, vengono bruciati dalla massa magra e non si depositano negli adipociti. Nel lungo termine questa strategia crea insulino-resistenza tanto quanto mangiare molti carboidrati raffinati.

Per quanto concerne il numero di pasti, al fine di tenere costante la glicemia, è più opportuno farne molti o condensarli in una o due volte (digiuno intermittente)?
A sostenere quest’ultimo protocollo vengono divulgate continuamente numerose tesi di ottimizzazione metabolica, tra cui un miglioramento della sensibilità insulinica e una riduzione dei trigliceridi. Ovviamente uno / due pasti totalmente bilanciati e controllati seguiti da 16 ore di digiuno non possono fare altro che aiutare un soggetto in sovrappeso. Di contro, però, questa strategia è molto difficile da seguire e da applicare.

E’ opinione comune che mangiare più volte al giorno porti ad un aumento del metabolismo, un incremento della perdita di massa grassa ed un migliore controllo insulinico.
Avete mai sentito parlare del Termic Effect of Food (TEF)? E’ una piccola parte dell’energia consumata dal corpo durante la giornata. In pratica è la quantità di energia che viene utilizzata dall’organismo per digerire ed assorbire i macronutrienti.
Ovviamente il TEF cambia a seconda del tipo di macronutriente digerito: per i carboidrati è pari al 5-10%, per le proteine arriva fino al 20-30% mentre per i grassi è intorno allo 1-3%.

Parlando in generale l’effetto termico indotto dal cibo con un pasto che contenga tutti e tre i macronutrienti ha un valore pari al 10% circa del metabolismo. In poche parole ogni volta che si consuma un pasto viene bruciato circa il 10% delle calorie contenute al suo interno.

Non è però mai stata trovata una correlazione tra frequenza dei pasti ed aumento del metabolismo. Questo aumento risulta essere uguale indifferentemente dal numero dei pasti giornalieri. Infatti più ricco è il pasto maggiore sarà anche il TEF.

Quindi è consigliabile consumare più pasti al giorno? Indovinate: la risposta, come al solito, è DIPENDE.