A due anni dalla mia laurea in Nutrizione e Dietetica applicata allo Sport, condivido con i miei lettori una breve sintesi della tesi che sarà disponibile a breve sul mio portale.

Il libro “L’ipertrofia e il fenomeno del Protein Drop” – che ha preso spunto da questa tesi, sarà ristampato in una seconda edizione riveduta e ampliata, di prossima pubblicazione in primavera, così da metterla a disposizione dei miei clienti appassionati di Fitness e BodyBuilding.

Titolo della tesi:

Le proteine in funzione dell’ipertrofia: indagine e studio sulla dieta iperproteica finalizzata all’ipertrofia muscolare. Le differenze tra dieta iper e normoproteica negli atleti.

Il fenomeno del “protein drop” e la sua influenza a livello di assorbimento proteico.

Abstract della tesi:

L’osservazione empirica derivata dalla mia esperienza personale mi ha fatto notare che, in un’ottica di raggiungimento dell’ipertrofia, gli atleti sottoposti a dieta normoproteica incrementavano con più difficoltà la massa muscolare rispetto agli atleti che seguivano un regime alimentare iperproteico.

Alcuni ricercatori, e più in generale l’ambiente medico, inquadrano negativamente la dieta iperproteica, sostenendo che la stessa provochi solamente un superlavoro da parte dei reni per l’eliminazione delle scorie azotate.

La mia tesi si pone l’obiettivo di dimostrare come, nell’atleta, sia indispensabile un quantitativo proteico (e calorico in generale) maggiore rispetto al quantitativo consigliato per la popolazione media.

Confrontando i risultati ottenuti da due gruppi distinti di atleti accomunati dalla medesima attività fisica – il primo a cui ho somministrato una dieta normoproteica, il secondo una dieta iperproteica, cerco di confutare la teoria che un quantitativo proteico elevato (2 gr/kg) non sia necessario all’ipertrofia.

Inoltre, l’esperienza più recente mi ha fatto capire che gli atleti di Natural Bodybuilding raggiungono con maggior efficacia l’ipertrofia spingendo il quantitativo proteico sui 2,5 gr/kg. Ho voluto condurre un’indagine su un terzo gruppo confrontandolo con i primi due. Considerando anche il fenomeno della “protein drop”, ovvero la perdita proteica data dalla cottura degli alimenti, dalla digestione e dagli abbinamenti gastronomici (es: abbinamento di due o più fonti proteiche differenti), ho notato che il quantitativo indicato di 2,5 gr/kg corrisponde ad un quantitativo reale assorbito di 1/5 inferiore, cioè quello suggerito dalle “Linee Guida”.